In questa serie di opere vengono realizzate in un primo momento le forme e le sculture tridimensionali, che vengono poi collocate all’interno di ambienti reali della quotidianità domestica come soggiorni o locali di servizio, oppure in luoghi più inusuali o dimessi come cantine o ambienti abbandonati. Le forme hanno generalmente l’aspetto di corpi umani realizzati a grandezza naturale ma privi di testa e arti superiori, accompagnati da rappresentazioni di corpi di minore dimensione o da forme astratte non bene identificabili. Le forme sono in genere avvolte da carta di giornale o da stampe fotografiche che forniscono una seconda modalità interpretativa dell’opera; tali forme sono poi collocate in maniera inusuale all’interno della “scenografia”. L’insieme così composto viene poi fotografato e tradotto ad immagine bidimensionale che successivamente viene alterata e manipolata mediante filtri fotografici che generalmente forniscono all’immagine una variazione di tonalità di colore tendente all’azzurro-ciano con punte di blu profondo. L’immagine viene poi stampata con modalità fotografica su tela pittorica, quindi viene dipinta con colori acrilici in genere vivaci e in alcuni casi fluorescenti. L’opera pertanto parte dalla rappresentazione fotografica seppur alterata di un ambiente di vita “reale”, che costituisce l’”habitat” oggettivo dell’”essere” protagonista dell’immagine, viene poi compiuta mediante l’intervento pittorico sulla tela, utilizzando colori vivaci che rendono apparentemente festosa l’immagine.