La serie “Abstract Faces” è caratterizzata dai volti umani di dimensioni tali da occupare la quasi totalità della tela. I volti, pur essendo astratti in quanto realizzati unicamente da colore puro, senza sfumature, senza chiaro-scuro e generalmente senza contorni, assumono comunque un aspetto riconoscibile che è appunto quello del volto umano, anche se deformato, allungato o addirittura “esploso”. In quest’ottica la stesura del colore che sia essa fluida, di tonalità pura o al contrario mescolata fusa e sfumata, oppure accresciuta da materia solida “scultorea”, arricchita in alcuni casi da inserti fotografici, conferisce all’opera da un lato una prima frammentazione dello spazio visivo e dell’immagine in componenti indipendenti riconoscibili dalla differenziazione del trattamento superficiale, materico, coloristico, o dalla diversa percezione della profondità del campo visivo; dall’altro la vicinanza e la compenetrazione di tali componenti danno all’opera un aspetto di unicuum percettivo che confluisce appunto nell’immagine ricomposta del volto umano. Così facendo il volto assume un carattere al tempo stesso informale, memore della pittura brutalista delle avanguardie europee, e astratto, memore delle ricche campiture dell’espressionismo astratto americano.