“The flying car” è la terza opera della serie fotografica Habitat. L’opera è ottenuta mediante il procedimento che prevede la realizzazione di numerosissimi scatti fotografici di edifici reali, componenti architettoniche, ambienti reali e naturali, e oggetti della quotidianeità. Gli scatti fotografici vengono poi ritagliati e riassemblati per conferire la “scenografia” della composizione finale. L’immagine così ottenuta appare come un luogo illusorio, apparente reale, una installazione o una “macchina inutile” nella quale sono presenti tra gli altri componenti l’immagini di un volto, l’immagine di manichini all’interno di cassonetti dei rifiuti, e l’auto volante dalla quale prende il nome la composizione.