"The woman of black waste”. Anche in questo caso una prima fase è di costruzione tridimensionale del volto mediante oggetti reali eterogenei e ritagli fotografici, che poi vengono fotografati e posizionati all’interno del fondale. Il volto composto da elementi eterogenei è poi collocato in un paesaggio atipico composto da un bosco alla periferia di Torino dove è stata improvvisata una discarica non autorizzata, la presenza di “rifiuti neri” dà il nome all’opera fotografica.