L’opera prende il nome dall’apparizione del volto femminile nello specchio alle spalle della figura in primo piano. L’”essere” vivente nell’Habitat in quest’opera ha il volto coperto come in una sorte di ciecità apparente o temporanea, e non si accorge della presenza evanescente nello specchio nonché della presenza del corpo di adolescente alle sue spalle. L’opera come le altre della serie, parte dalla realizzazione di forme e sculture tridimensionali che vengono collocate all’interno di ambienti reali, fotografate, modificate attraverso filtri fotografici e tecnologie digitali, stampate su tela pittorica, ed infine vengono dipinte con colori acrilici utilizzando colori vivaci che rendono apparentemente festosa l’immagine, in contrasto con la te tonalità più scure del fondale..