L’opera prende il nome dalla torsione che l’”essere” vivente nell’habitat compie nell’appoggiarsi ad elementi alle sue spalle. Nell’ambiente circostante sono presenti apparecchiature che ricordano un ambiente di lavoro ed altre componenti non ben identificabili. L’”essere” in questa opera è privo di testa e arti superiori. L’opera come le altre della serie, parte dalla realizzazione di forme e sculture tridimensionali che vengono collocate all’interno di ambienti reali, fotografate, modificate attraverso filtri fotografici e tecnologie digitali, stampate su tela pittorica, ed infine vengono dipinte con colori acrilici utilizzando colori vivaci che rendono apparentemente festosa l’immagine, in contrasto con la te tonalità più scure del fondale.