In quest’opera il corpo della modella assume le caratteristiche realistiche sia nel volto che nella parte del torso, il volto ha però delle sfumature violente che lo fanno sembrare quasi “liquido”, sciolto e deformato, lo strato di colore lo fa apparire quasi come una fiamma e da tale fiamma prende il nome l’opera. Il corpo e il volto della modella, dalle proporzioni realistiche, sono trattati artisticamente con rimandi alla pittura espressionista. Le pennellate veloci, le spesse spatolate e le evidenti stratificazioni di colore conferiscono tridimensionalità alla figura in primo piano, e ad essa si contrappone la bidimensionalità del diaframma bianco in secondo piano e dei volti dei “guerrieri” nel livello successivo trattati alla maniera fumettistica che assumono una forma del tutto piatta memore dei “superflat” orientale.