Nei dipinti della serie “Faces” è presente un volto che occupa l’intera superficie della tela e partendo dall’immagine fotografica di una modella realizzata in cera (da qui il titolo dell’opera) diventa poi una pittura ricca di elementi informali e astratti. Il volto della modella (nel quale rimangono visibili tratti fotografici) pur mantenendo le proporzioni realistiche viene però scomposto in innumerevoli elementi informali, distinti dalla diversità delle forme e dei colori, alcuni dei quali fluorescenti. Due ellissi in parte sezionate raccolgono elementi dipinti e fotografici che rappresentano giocattoli e pupazzi in disuso; da un lato la loro presenza sembra quasi comunicarci la “fine dei giochi” dall’altro costituiscono la componente ludica dell’opera contrapposta alla seriosità del volto della modella. Una particolarità di questa opera è che la pittura non è dipinta nella maniera classica “a pennello”, ma il colore è colato liquido sulla tela negli spazi definiti dalle linee curve, e steso mediante bacchette cinesi o simili. L’assenza delle pennellate e la stesura liquida del colore conferiscono alla superficie della tela la piattezza della “pelle” del dipinto, con il consapevole rimando alla pittura dei “plan painting” giapponesi.